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Intervista per PianoCity

 

Per Elena Chiavegato il pianoforte «è come se ci fosse sempre stato»

 

Ho iniziato a suonare quando avevo 3 anni ed è stato grazie a mia madre, che aveva studiato canto e pianoforte, che mi sono avvicinata allo strumento. Non ricordo il momento esatto in cui ho messo le mani sulla tastiera per la prima volta, perché ero troppo piccola: quando ho preso coscienza il pianoforte faceva già parte della mia vita, è come se ci fosse sempre stato.

Inizialmente era tutto un gioco, ma poi mi sono resa conto di quanto mi piacesse e ho deciso di applicarmi seriamente. Sono entrata al Conservatorio di Milano a 10 anni nella classe di Edda Ponti, alla quale devo moltissimo e tutt’ora chiedo consigli. Mi sono diplomata a 17 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, sotto la guida di Edda Ponti e di Silvia Limongelli. Poi ho partecipato a una masterclass del pianista Jean-Marc Luisada, che mi ha preso come sua allieva; da allora studio con lui a Parigi e riveste un ruolo fondamentale per la mia crescita artistica e personale. Da poco ho cominciato anche a perfezionarmi con Davide Cabassi qui a Milano.

Ho deciso di partecipare anche quest’anno a PianoCity perché ho preso parte al progetto sin da PreludioPianoCity, e mi piace l’idea di poter dare ogni anno il mio piccolo contributo alla diffusione della musica nella mia città natale. Mi ricordo che PreludioPianoCity, alla Caserma Mascheroni, era colmo di persone e ho sentito un fortissimo coinvolgimento del pubblico, che stava proprio intorno a me mentre suonavo. La stessa cosa è successa anche gli anni successivi. L’anno scorso ho suonato in un bellissimo giardino, ed esibirmi immersa nella natura è stato davvero emozionante.

Penso che PianoCity sia un ottimo modo per diffondere la musica classica in tutta la città. Distaccandosi da quella che è la tradizionale performance da teatro oppure da sala da concerto, si ha la possibilità di richiamare un pubblico molto vario. Alcune persone magari sono meno abituate ad assistere a concerti di musica cosiddetta «colta» per varie ragioni, a volte sono poco pubblicizzati, oppure per via dei costi che sono generalmente elevati, oppure a volte si pensa che questo tipo di musica sia per un pubblico meno giovane. Con questo progetto, al contrario, il contatto con un pubblico variegato è inevitabile. D’altronde nei tre giorni ci sono concerti di pianoforte ovunque ed è praticamente impossibile non notarlo.

Mozart! È in assoluto il mio compositore preferito. Ovviamente mi piacciono anche gli altri autori ma penso che lui sia un genio e che la sua musica rappresenti la perfezione, è così pura ed equilibrata che mi dà pace e mi mette sempre di buon umore.

 
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